Il Sentiero Dimenticato

Tre diverse storie di geologia, botanica e antropologia

Salendo con la cabinovia da Pozza si raggiunge l’area escursionistica del Buffaure, una terrazza naturale di incomparabile bellezza a strapiombo sulla Val San Nicolò, dove verdi pascoli si alternano armoniosamente a macchie di bosco. “IL SENTIERO DIMENTICATO” guida il visitatore alla scoperta di questi luoghi, un viaggio che racconta, attraverso totem informativi, tre diverse storie di geologia, botanica e antropologia, svelando fenomeni e curiosità.

Sì, perché qui si cammina nel “cuore caldo delle Dolomiti”, sul fondo di un mare tropicale ricoperto da colate vulcaniche. Guardandosi attorno salta all’occhio una profonda differenza tra due tipi di montagne: quelle di colore chiaro, di origine calcarea, con pareti e guglie verticali, e quelle più scure, dalla morfologia più dolce e ricoperte da pendii erbosi.

La catena dei Monzoni con il Buffaure custodisce preziosi tesori, fossili e minerali rari, che hanno richiamato fin dagli inizi del 1800 studiosi e ricercatori di tutta Europa. La flora è ricca di specie, tanto che un tratto dell’itinerario coincide con un altro percorso tematico: “Il Giardino Alpino”.

Oltre a larici, cembri e abeti, il sentiero è punteggiato da genziane, gigli, stelle alpine, campanule e tantissime altre fioriture. Si pensi che il dottor Francesco Facchinetti, nato a Forno di Moena nel 1788 e tra i più famosi botanici dell’epoca del Vecchio Continente, frequentava l’area del Buffaure proprio per la varietà di piante officiali e aromatiche con cui preparava rimedi naturali per curare i propri pazienti. L’alpeggio del Buffaure è costellato da tante piccole baite in legno, dove i contadini di montagna conservano ancora oggi il foraggio per portarlo a valle durante l’autunno. Non a caso, le cime che si stagliano verso la Val Monzoni portano i nomi di Cima Undici (Sas da le Undesc) e Cima Dodici (Sas da le Doudesc), due meridiane naturali utilizzate fin dai tempi antichi per misurare lo scorrere del tempo.

Note: “Il Sentiero Dimenticato” si può percorrere in autonomia oppure, una volta in settimana, in compagnia di un esperto naturalista.